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Lo shotokan
Questa la testimonianza di H. Namekawa, professore di francese all'università Nihon, che fu allievo dello Shotokan durante la guerra: "All'epoca ero un giovane principiante inesperto, allievo del Maestro Yoshitaka Funakoshi. Ci faceva molta paura. Era stato rimpatriato dalla Cina, probabilmente a causa del suo stato di salute, ed era già stato colpito dalla malattia di cui morì alcuni anni più tardi. Quando non era contento del nostro modo di eseguire gli esercizi, ci diceva con collera: "Credete che potreste uccidere degli uomini con queste tecniche pietose? Io ho ucciso con le mie mani numerosi cinesi quand'ero in Cina. Non è facendo come voi che si arriva ad uccidere". "Io avevo veramente paura, mi faceva pensare al muso di un toro. Ma, dopo il corso, suo padre lo chiamava in un angolo e gli parlava severamente: "Perché dici delle cose simili ai tuoi giovani allievi? E' vergognoso. Il karate non è fatto per uccidere degli uomini, come tu pretendi di credere". Mi ricordo del Maestro G. Funakoshi, era già anziano ed era un dolce e rispettabile". G. Funakoshi, mentre il Giappone e già in guerra con la Cina dal 1937, scrive "I venti precetti della via del karate" . Lo shotokan dopo la guerra mondiale Nel 1945 il dojo Shotokan, sette anni dopo la sua costruzione, è annientato sotto i bombardamenti americani; Yoshitaka si ammala gravemente e nel 1947 muore. La guerra termina, lasciando il Giappone in un disordine desolante.